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Arte e Cultura

Plinio il Vecchio e la sua storia della natura in mostra a Como per il suo anniversario

plinio il vecchio in mostra a como per il suo anniversario

A duemila anni dalla nascita di Plinio il Vecchio, Como – la sua città natale – lo celebra con una mostra che ne ripercorre la vita, il pensiero e l’eredità culturale, specie per ciò che concerne i suoi studi legati alla storia della natura.

Autore, infatti, della monumentale Naturalis Historia (o Storia Naturale), Plinio è considerato uno dei più grandi studiosi dell’antichità: la sua opera rappresenta una straordinaria raccolta di conoscenze su scienze, arti e natura, una vera enciclopedia del mondo antico.

In questo articolo scopriamo chi è stato Plinio il Vecchio, quali sono le sue opere e perché risulta essere una figura centrale nella storia del sapere.

Plinio il Vecchio, la biografia: dalle origini alla storia della natura

Gaio Plinio Secondo, noto come Plinio il Vecchio (Como, 23 o 24 d.C. – Stabia, 79 d.C.), fu uno dei più autorevoli studiosi dell’antica Roma, ricordato per la sua vasta curiosità intellettuale e per Naturalis Historia, la celebre Storia Naturale, dedicata alla natura e tra le sue opere più importanti.

Appartenente a una famiglia agiata dell’ordine equestre, si formò a Roma dove studiò retorica, diritto e scienze naturali.

Servì poi come ufficiale di cavalleria in Germania sotto l’imperatore Claudio, esperienza che gli consentì di osservare da vicino usi, costumi e fenomeni naturali, elementi che più tardi confluirono nella sua enciclopedia.

Durante il regno di Nerone visse in disparte, ma con l’ascesa di Vespasiano tornò alla vita pubblica assumendo importanti incarichi amministrativi in Gallia Narbonese e Belgica, Africa e Spagna Tarraconese.

Nel 79 d.C., mentre era comandante della flotta di Capo Miseno, Plinio decise di avvicinarsi al Vesuvio in eruzione per studiarne da vicino gli effetti e prestare soccorso alle popolazioni colpite.

Raggiunta Stabia, fu travolto dalle ceneri e dai gas incandescenti. La sua morte ci è stata raccontata dal nipote Plinio il Giovane in una celebre lettera indirizzata a Tacito, che ne ha tramandato il coraggio e la passione per la conoscenza.

dipinto sull’eruzione del vesuvio del 79 d.C., in cui morì Plinio il Vecchio, autore della storia della natura
Pierre-Henri de Valenciennes, Eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Morte di Plinio il Vecchio, 1813, Musée des Augustins, Tolosa

Plinio il Vecchio, le opere più importanti

Funzionario integerrimo e instancabile studioso, Plinio il Vecchio univa l’impegno civile all’amore per la ricerca. La sua curiosità intellettuale lo portò a esplorare campi diversi: dall’arte militare alla linguistica, dalla biografia alla storia.

Tra i suoi scritti figurano opere dedicate alla formazione dell’oratore, ai dubbi grammaticali e alla vita dell’amico Pomponio Secondo, oltre a testi sulle guerre in Germania e sulla storia di Roma.

Il culmine della sua attività letteraria è rappresentato dalla Naturalis Historia (Storia Naturale), composta da 37 libri: una vera e propria enciclopedia del sapere in cui l’antico erudito romano raccoglie e sintetizza le conoscenze dell’umanità, mosso dalla convinzione che l’uomo, a differenza degli altri esseri viventi, debba imparare tutto per poter vivere.

La Storia Naturale scritta da Plinio il Vecchio, comunque, non è dedicata esclusivamente alla natura poiché affronta una sorprendente varietà di temi: dall’astronomia all’antropologia, dalla zoologia alla botanica, fino alla storia dell’arte, di cui costituisce la principale fonte dell’antichità.

Pur non avendo un metodo scientifico moderno, l’opera è animata da una profonda passione per il sapere e dal desiderio di renderlo accessibile ai cittadini dell’antica Roma.

Un’opera che il nipote Plinio il Giovane definì “spaziosa ed erudita e varia quanto la natura”. La “Storia Naturale” rimane una testimonianza straordinaria della mentalità pratica degli antichi Romani e della fiducia nel potere della conoscenza come strumento di civiltà.

dipinto di angelica kauffmann raffigurante plinio il vecchio durante l’eruzione del vesuvio
Angelica Kauffmann, Plinio il Vecchio a Miseno con sua sorella e suo nipote durante l’eruzione vesuviana del 79 d.C. , XVIII sec.

La mostra per i duemila anni di Plinio il Vecchio

In occasione del bimillenario di Plinio il Vecchio, Como ospita la mostra “Il catalogo del mondo: Plinio il Vecchio e la Storia della Natura”, allestita tra l’ex Chiesa di San Pietro in Atrio e il Palazzo del Broletto.

La rassegna celebra la vita e le opere dell’erudito romano e ne evidenzia l’eredità culturale.

Sono esposte oltre quaranta opere provenienti dai principali musei italiani, tra cui i Musei Vaticani, gli Uffizi di Firenze e il Museo Archeologico Nazionale di Venezia, insieme a pezzi provenienti dalle istituzioni cittadine come la Biblioteca Comunale e la Diocesi di Como.

La rassegna, curata dalla Fondazione Alessandro Volta, include opere di artisti internazionali del calibro di Fabio Viale, Luigi Spina, Andy Warhol e Cy Twombly, ispirate all’opera e alla storia di Plinio Il Vecchio.

La mostra, dove e quando

Il catalogo del mondo: Plinio il Vecchio e la Storia della Natura, 3 maggio – 31 agosto 2024, ex Chiesa di San Pietro in Atrio e Palazzo del Broletto, Como. Biglietto intero € 10, ridotto € 5. Informazioni più dettagliate sulla mostra le puoi trovare sul sito dedicato.

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