Giacomo Puccini, un Maestro della musica e della fotografia
Giacomo Puccini è considerato uno dei più grandi operisti di tutti i tempi, ma oltre alla sua celebre carriera musicale il compositore italiano aveva una passione inedita: la fotografia. Questo aspetto poco conosciuto di Puccini è attualmente al centro di una mostra a Roma, che mette in luce il suo talento visivo.
Ma prima di esplorare il suo lato fotografico, scopriamo insieme la biografia di Giacomo Puccini e le sue opere liriche più importanti!
Giacomo Puccini, breve biografia
Giacomo Puccini (Lucca, 1858 – Bruxelles, 1924) proveniva da una famiglia di musicisti, un elemento che ha certamente influenzato il suo innato senso per la musica.
Pur avendo un talento naturale Puccini si rivelò studente svogliato prima presso l’Istituto musicale di Lucca e poi presso il Conservatorio di Milano, dove ebbe come insegnanti figure di spicco come il compositore e violinista Antonio Bazzini e il direttore di banda Amilcare Ponchielli.
👉 Scopri la storia e le origini dell’opera lirica

Una delle fotografie realizzate da Giacomo Puccini esposte nella mostra a Roma. Photo credit ANSC©Musa
Giacomo Puccini, le opere più famose
Le Vili
La prima opera di Giacomo Puccini, Le Villi, debuttò a Milano nel 1884 e gli conferì un immediato successo.
Manon Lescaut
Tuttavia fu con Manon Lescaut che raggiunse la sua massima affermazione, consolidando la sua fama europea dopo l’opera Edgar, presentata alla Scala nel 1889.
Rappresentata a Torino nel 1893, Manon Lescaut si distingue per la ricchezza dell’ispirazione melodica, l’originalità del linguaggio armonico e una drammaticità intensa e vibrante.
La Bohème
Tra le opere successive di Puccini spicca La Bohème, andata in scena a Torino nel 1896 sotto la direzione del giovane Arturo Toscanini.
Nonostante un iniziale scarso successo di pubblico e critica, dopo il secondo allestimento a Palermo l’opera conquistò rapidamente grande popolarità diventando uno dei capolavori indiscussi del Maestro.

Giacomo Puccini. Fonte foto: Wikipedia.org
Tosca
Anche Tosca, dopo un’incerta prima, ottenne una serie di rappresentazioni in teatri europei e americani.
Madama Butterfly
Madama Butterfly, inizialmente stroncata alla Scala nel 1904, ebbe un vivo successo solo tre mesi dopo a Brescia, entrando così nel repertorio lirico internazionale.
La fanciulla del West
Nella più avanzata maturità Puccini compose La fanciulla del West, ispirata dal dramma The Girl of the Golden West del regista teatrale americano David Belasco. Quest’opera, caratterizzata da un’atmosfera esotica e un crudo realismo, fu trionfalmente rappresentata al Metropolitan di New York nel 1910.
Turandot
Un altro grande successo fu Turandot alla quale Puccini dedicò sei anni, nonostante fosse già malato di cancro alla gola. L’opera fu rappresentata postuma e incompiuta, nel 1926, alla Scala sotto la direzione di Toscanini.
Tratta da una fiaba di Carlo Gozzi, l’opera riflette l’intento del Maestro di esplorare nuove strade mescolando elementi realistici con atmosfere fiabesche.
Il repertorio musicale di Giacomo Puccini si caratterizza per un’atmosfera poetica e struggente, un lirismo intenso e uno stile estremamente personale, rivelando il suo innato talento musicale e un profondo senso del teatro.
In aggiunta alla sua produzione musicale e teatrale, Giacomo Puccini si dedicò anche alla fotografia, un’altra sua grande passione. Le immagini che catturò nel corso della sua vita offrono uno sguardo unico sulla sua visione artistica, rivelando come il suo talento musicale e il suo occhio per il dettaglio si intreccino.

Un’immagine tratta dalla mostra romana su Giacomo Puccini. Photo credit: ANSC©Musa
La Fotografia, la passione nascosta di Giacomo Puccini
Continuatore dei maggiori operisti dell’Ottocento, Giacomo Puccini seppe dar vita a un suo ideale di opera in musica, le cui influenze rimandano alla tradizione post-romantica e alla corrente del Verismo.
Questo movimento affascinò anche Giovanni Verga, il quale condivideva con Puccini una profonda passione per la fotografia.
Fu proprio nella terra di Verga, in Sicilia, che Giacomo Puccini si recò nel 1894 per trovare ispirazione per un’opera basata sulla novella “La lupa”. Da qui inizia l’avventura come fotografo, scoprendo l’importanza dell’immagine e il suo potere espressivo.
Puccini amava realizzare fotografie panoramiche, a tal scopo utilizzava un raro modello di macchina fotografica Kodak, che gli permetteva di catturare la bellezza dei paesaggi.
La sua passione per la fotografia non solo arricchì il suo repertorio artistico, ma contribuì anche a influenzare la sua creatività nelle opere musicali.

Photo credit: ANSC©Musa
Qual occhio al mondo. Puccini Fotografo, la mostra a Roma
La mostra “Qual occhio al mondo. Puccini fotografo” si concentra su questa versione inedita del Puccini in veste di fotografo.
Allestita nel foyer della Sala Santa Cecilia, presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, è organizzata dalla Fondazione Ragghianti e rappresenta un importante prosieguo delle iniziative avviate sia in Italia che all’estero in occasione del centenario della morte del celebre compositore, avvenuta il 29 novembre 1924.
In questa mostra è possibile ammirare una selezione delle 90 fotografie di Giacomo Puccini già esposte nella precedente rassegna a Lucca, riprodotte in grande formato nel foyer della Sala Santa Cecilia a Roma.
L’evento è stato inaugurato in concomitanza con l’apertura della Stagione Concertistica 2024-2025 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ed è realizzato in collaborazione con la Fondazione Simonetta Puccini e il Centro Studi Giacomo Puccini.

Alcune delle fotografie realizzate da Puccini in mostra a Roma. Photo credit: ANSC©Musa
La mostra, dove e quando
Qual occhio al mondo. Puccini fotografo, 21 ottobre 2024 – 10 gennaio 2025, Foyer della Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Viale Pietro de Coubertin, 30, Roma. Ingresso libero.



Leave a Comment