Con la primavera, la stagione dei fiori per eccellenza, quale occasione migliore per scoprire l’importanza che i fiori hanno sempre avuto nell’arte? Una mostra ospitata presso la Fondazione Magnani Rocca, in provincia di Parma, ci invita a esplorare il ruolo centrale dei fiori nell’arte pittorica italiana del Novecento.
Ma prima di immergerci nei dettagli di questa rassegna, facciamo insieme un passo indietro nella storia. I fiori, infatti, non sono solo elementi decorativi ma hanno spesso suscitato riflessioni sulla natura, l’amore e la morte.
Scopriamo come i fiori sono stati ritratti nel corso dei secoli.
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I fiori dall’antichità al Rinascimento
I fiori sono stati un elemento centrale nell’arte fin dalle epoche più remote. Già nell’antico Egitto venivano raffigurati sulle pitture murali delle tombe e sugli oggetti votivi destinati alle divinità.
Questi simboli floreali erano portatori di significati profondi: nella cultura egizia i fiori erano spesso associati a concetti spirituali, come nel caso del loto, simbolo di rinascita e immortalità.
Nel mondo classico i fiori erano simboli di fertilità e bellezza e per questo collegati alle divinità, come dimostra il mito di Narciso.
Nel Medioevo i fiori acquisiscono un valore legato alla religione e alla spiritualità. Nei monasteri, infatti, i fiori diventano parte integrante di manufatti preziosi, come nel Libro d’Ore, autentico capolavoro dove si trovano immagini ispirate al mondo vegetale.
I monaci, inoltre, trascrivevano e illustravano le proprietà curative delle piante nei cosiddetti erbari, testi contenenti la descrizione delle varie piante, specie quelle medicinali, con annesse proprietà e caratteristiche. Questo perché i fiori nel Medioevo erano legati al sapere popolare: comunicavano messaggi che tutti potevano capire.
Con l’avvento del Rinascimento artisti come Botticelli e Leonardo da Vinci raffigurarono i fiori nei loro dipinti per trasmettere messaggi e allegorie.
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L’epoca d’oro dei fiori nell’arte: il Seicento europeo
Nel XVII secolo i fiori conobbero il loro periodo d’oro nell’arte pittorica, soprattutto in Europa occidentale. In particolare nei Paesi Bassi e nelle Fiandre la passione per i dipinti a tema floreale fu alimentata sia dalle intense coltivazioni di fiori, che da una lunga tradizione artistica.
Con Jan Brueghel il Vecchio (1525–1569) iniziò l’età d’oro dei dipinti di fiori: le sue opere, come Fiori in un vaso di legno (conservata allo Kunsthistorisches Museum di Vienna), implicavano uno studio meticoloso dal vivo e rivelano una certa precisione naturalistica oltre a una composizione armoniosa.
Anche in Francia i fiori ispirarono numerosi pittori raffinati: da Jacques Linard a Jean-Michel Picart, da Nicolas Baudesson a Belin de Fontenay, fino a Jean-Baptiste-Siméon Chardin, maestro della natura morta.

I fiori nell’arte italiana: dal Barocco alla modernità
In Italia i fiori trovarono nell’arte una forma espressiva ricca e variegata, in particolare nel periodo barocco con pittori come Michelangelo Cerquozzi (1602–1660), Michelangelo di Campidoglio (1610–1670) e Mario de’ Fiori (1603–1673).
Ma i maggiori pittori floreali in Italia furono napoletani: figure di spicco come Paolo Porpora (1617–1673), influenzato dal naturalismo caravaggesco e le cui opere si possono ammirare al Museo di Capodimonte. Accanto a lui si affermarono Gian Battista Ruoppolo (1629–1693) e Andrea Belvedere (1646–1706).
Anche l’arte moderna ha saputo ben interpretare il tema floreale: tra le tante opere si possono menzionare il Vaso del dragone cinese di Édouard Manet, la delicata Rose blanche di Vincent van Gogh, la suggestiva Rosa nera di Georges Braque e i celebri Fiori di Giorgio Morandi, essenziali e contemplativi.

Flora, in mostra i fiori nell’arte italiana del Novecento
Un omaggio affascinante ai fiori nell’arte pittorica italiana del Novecento è la mostra “Flora. L’incanto dei fiori nell’arte italiana“, ospitata nella splendida cornice della Fondazione Magnani Rocca a Traversetolo, in provincia di Parma.
La rassegna presenta oltre cento opere in cui i fiori sono protagonisti assoluti, interpretati da grandi maestri del panorama artistico italiano. Tra questi spiccano Giovanni Segantini con le sue delicate Ortensie, Gaetano Previati con le intense Dalie, e Fortunato Depero con la sua Flora magica.
Il percorso espositivo guida il visitatore attraverso i principali movimenti del secolo: dal Simbolismo al Futurismo, dal Realismo magico all’Astrazione, fino a toccare le più innovative forme espressive dell’arte contemporanea.
La mostra, dove e quando
Flora. L’incanto dei fiori nell’arte italiana dal Novecento ad oggi, 15 marzo – 29 giugno 2025, Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversetolo, Parma. Per ulteriori informazioni sulla mostra, come orari e costi del biglietto, t’invito a cliccare sul sito della fondazione.



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