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L’arte scenografica di Dante Ferretti in mostra a Macerata

Gli amanti del cinema conosceranno di sicuro Dante Ferretti, il geniale scenografo e costumista italiano che ha contribuito a realizzare le ambientazioni di vari film, anche di respiro internazionale.

La sua bravura è stata premiata da tre Oscar hollywoodiani (per The Aviator e Hugo Cabret entrambi di Martin Scorsese, e Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street di Tim Burton), cinque britannici BAFTA Awards oltre a diversi David di Donatello e Nastri d’argento nostrani.

Dante Ferretti è anche al centro di una mostra marchigiana, sua terra natìa. Pertanto colgo l’occasione per scoprire meglio lui e il suo percorso artistico. Che ne dici di seguirmi?

dante ferretti biografia
Foto dal web

Dante Ferretti, la biografia

Dante Ferretti nasce a Macerata nel febbraio 1943, mentre fuori imperversa la guerra. Gli anni dell’infanzia saranno tutto tranne che all’insegna dell’agiatezza, come si evince da una sua affermazione: “Ho messo l’infanzia in tasca e sono andato avanti, perché era tutto quello che avevo”.

Figlio di un falegname, ha raccontato che la passione per il cinema è iniziata presto: quand’era bambino s’intrufolava nelle sale di cinema, salvo poi cominciare a rubare con una scusa qualche soldino dal portafoglio del papà per poterci andare.

A tredici anni sapeva già di voler fare lo scenografo tanto da sostenerlo davanti alla fatidica domanda: “cosa vuoi fare da grande?”, ma senza avere un’esatta idea di cosa effettivamente fosse.

dante ferretti macerata
Foto Pixabay

Un’idea, come ha ammesso, che gli inculcò in testa il maestro artigiano Umberto Peschi nella cui bottega il Ferretti passava i pomeriggi – dopo la scuola e prima di recarsi la sera al cinema – per capire il processo creativo dietro la realizzazione delle sculture d’arte.

Quella stessa idea lo porta a frequentare l’Istituto d’arte a Macerata prima e l’Accademia di Belle Arti a Roma dopo.

Dante Ferretti, gli esordi nel cinema

L’apprendistato di Dante Ferretti nel mondo del cinema comincia nel 1962 come aiuto scenografo di Luigi Scaccianoce, per un paio di film picareschi che il regista Domenico Paolella stava girando sulla riviera del Conero.

Successivamente lavora per Pier Paolo Pasolini col quale collaborò a diversi film, da “Il vangelo secondo Matteo” a “Medea”, il primo e unico film cinematografico interpretato dalla “Divina” Maria Callas che vede anche il debutto vero e proprio come scenografo di Ferretti, fino all’ultimo controverso film di Pasolini “Salò o le 120 complesse giornate di Sodoma”.

dante ferretti esordi nel cinema
Foto dal web

Dopo il debutto pasoliniano inizia a lavorare per molti altri registi italiani, tra cui figurano Franco Zeffirelli – grazie al quale riceve la nomination agli Oscar per la scenografia del suo “Amleto” – e Federico Fellini con cui sviluppò un sodalizio della durata di 5 film, come con Pasolini.

Dante Ferretti all’estero

A metà degli anni Ottanta Dante Ferretti decide di fare esperienza all’estero e quindi con i registi stranieri, a cominciare da Jean Jacques Arnaud per il quale firma la scenografia della trasposizione cinematografica del romanzo di Umberto Eco “Il nome della rosa”.

Da qui inizia un crescendo che lo porta a debuttare a Hollywood e a iniziare un’altra fortunata collaborazione: quella col leggendario regista italo americano Martin Scorsese per il quale si occupa dei costumi e delle scene del film cult “L’età dell’innocenza”, che al Ferretti varrà la terza candidatura agli Oscar.

dante ferretti scenografie
Una scena del film “Il nome della rosa”

Non solo il cinema, anche il teatro fa parte del curriculum di Dante Ferretti avendo curato la scenografia di differenti opere liriche esordendo egli stesso come regista per la “Carmen” di Georges Bizet allo Sferisterio, teatro all’aperto situato nel centro storico della sua Macerata.

Dante Ferretti a Macerata

Quella stessa Macerata ora gli rende onore con la prima mostra omaggio “Dante Ferretti, effimero per errore” presso Palazzo Ricci, storico palazzo di proprietà della Fondazione Carima che ospita una collezione con più di 300 opere a svelare l’arte del Novecento italiano.

L’effimero del titolo della rassegna, hanno spiegato i curatori, si riferisce all’essenza della pratica dello spettacolo, di per sé considerato spesso, a torto, qualcosa di effimero. E l’errore, anch’esso del titolo, si ricollega – probabilmente involontariamente – alla lezione che Pasolini ha lasciato allo scenografo, come egli stesso ha esternato in un’intervista.

dante ferretti mostra macerata
Dante Ferretti, bozzetto del Barber Shop di Sweeney, Todd Il diabolico barbiere di Fleet Street, 2008

Infatti al giornale “Avvenire” ha raccontato, qualche mese fa, che la sua esperienza è basata sugli errori perché “nel cinema è l’errore che fa diventare tutto più credibile”, e questo grazie al carismatico Pier Paolo Pasolini che di fronte al Ferretti che gli faceva notare un errore di scenografia su un set gli rispose di non essere troppo pignolo che, in fin dei conti, era meglio così.

La rassegna maceratese espone gli esemplari, bozzetti o modellini che il costumista ha realizzato per alcuni dei suoi film più importanti portando così coloro che visitano la mostra a cogliere il processo creativo che alimenta Dante Ferretti nel suo lavoro.

La mostra, dove e quando

Dante Ferretti, effimero per errore, 25 luglio – 19 settembre 2021, Palazzo Ricci, Via Domenico Ricci 1, Macerata, Marche. Ingresso gratuito. Ulteriori info e prenotazioni qui.

Questo articolo ha 2 commenti.

    1. Maria Curci

      Grazie, cara! Devo ammettere che ho visto quel film ma devo ancora leggere il libro, che è comunque nella mia lista dei libri da leggere.

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