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Arte contemporanea

L’inquietudine delle donne afghane in mostra a Bari

È stata inaugurata nella giornata internazionale della donna presso la Pinacoteca Metropolitana Corrado Giaquinto di Bari la mostra “Orme di Anime Inquiete” dedicata alla donne afghane e alla loro tormentata condizione.

La rassegna si avvale di sculture e installazioni realizzate da Anna Maria Di Terlizzi, artista di respiro internazionale con all’attivo diversi premi vinti e oltre 120 mostre tra personali e collettive, sia in Italia che all’estero. 

Le opere in mostra hanno una forte valenza socio-antropologica proprio perché traggono ispirazione dalle donne afghane e dalla condizione in cui sono costrette a vivere, a cominciare dal burqa, quel vestito integrale di colore blu o talvolta nero col quale le vediamo spesso abbigliate.

donne inquiete in mostra alla pinacoteca di bari

Anna Maria Di Terlizzi, Donne inquiete, forex, 2012

Il burqa, le caratteristiche

Il burqa è un tipo di vestiario imposto alle donne di fede musulmana in Medio Oriente, in particolare nelle regioni dell’Afghanistan (e del Pakistan) per motivi religiosi o anche, indipendentemente da questi, dagli uomini della propria famiglia.

L’uso obbligatorio del burqa in effetti appare più una conseguenza delle tradizioni locali che delle norme religiose legate all’Islam, anche se nel Corano si riconosce normalmente l’obbligo di indossare un velo.

Solitamente due sono i tipi di burqa esistenti: uno consiste in un velo che copre integralmente la testa ad eccezione degli occhi, lasciati scoperti da una specie di finestrella, e della bocca che però viene comunque nascosta da una mascherina.

L’altro tipo consiste in un abito integrale che copre tutto il corpo a cominciare dalla testa, di colore prevalentemente blu. Questo vestito è noto anche come burqa afghano e lascia gli occhi parzialmente coperti da una retina per lasciare intravedere gli occhi della donna.

le donne afghane in mostra a bari

Anna Maria Di Terlizzi, Donne inquiete, collage in legno, 2014

Storia e significato del burqa

Ma qual è la storia e il significato del burqa? Le origini del burqa risalgono al 1890 quando venne imposto sotto il regno di Habibullah Kalakānī, emiro dell’Afghanistan, che lo impose alle 200 donne del suo harem ogni volta che lasciavano il Palazzo Reale in modo da non indurre in tentazione gli uomini del popolo.

Inizialmente, e almeno fino agli anni Cinquanta, fu quindi un capo per le donne dei ceti superiori affinché potessero essere protette dagli sguardi del popolo che così facendo però cominciò ad ambirlo.

Con lo scoppio della guerra civile e poi l’instaurazione di un regime islamico il burqa ritornò alla ribalta venendo imposto a tutte le donne, indipedentemente dal ceto sociale, fino al divieto assoluto di mostrare il volto come vuole l’attuale regime talebano.

Le donne inquiete di Anna Maria Di Terlizzi alla Pinacoteca di Bari

Ispirate dunque alle donne afgane sono le opere di Anna Maria Di Terlizzi in mostra alla Pinacoteca Corrado Giaquinto di Bari: nove sculture dalle tinte forti raffiguranti nove figure di donne con il burqa, a grandezza naturale, realizzate in forex.

Un modo per non dimenticare l’attuale tormentata situazione dell’universo femminile nel mondo mediorientale, ma anche naturalmente tutte le donne vittime di violenza come testimoniano le forme di pozzanghere rosso sangue poggiate sul pavimento, in materiale plastico lucido, che si conclude con lo slancio dell’opera finale: una figura lignea di donna che si erge in tutta la sua fierezza e mediterranea classicità.

Anna Maria Di Terlizzi, Venere Mediterranea, legno, 2007

Ad una di queste donne afghane ho anche dedicato un post qualche anno fa: si tratta di Shamsia Hassani, street artist di Kabul ora in esilio da quando ad agosto sono ritornati gli orribili integralisti islamici nel suo paese. Shamsia è uno dei simboli della resistenza al grigiore e agli orrori perpetrati dall’attuale regime.

La mostra, dove e quando

Orme di Anime Inquiete, 8 marzo – 30 aprile 2022, Pinacoteca Metropolitana Corrado Giaquinto, Via Spalato 19 – Lungomare Nazario Sauro 27, Bari. Biglietto intero € 3, ridotto € 2. Per maggiori informazioni visita il sito della Pinacoteca.

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