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Turismo Culturale

I riti e le tradizioni del Carnevale in Puglia

riti e tradizioni del carnevale in puglia

Febbraio è solitamente il mese dedicato al Carnevale, una ricorrenza che la maggior parte delle città vive con le proprie tradizioni tra carri allegorici e maschere colorate, anche la Puglia non si sottrae a riti e usanze di questo periodo allegro, prima che prende avvio quello successivo, il periodo della Quaresima che porta alla Pasqua.

I riti e le tradizioni collegate al Carnevale affondano le proprie radici nell’antico passato quando erano in relazione con quelle credenze collegate all’inverno e alla scomparsa della luce del sole, trattenuta prigioniera e poi rinata.

Nei paesi mediterranei i riti del Carnevale erano collegati essenzialmente all’agricoltura e risalivano a credenze molto antiche dalle quali sono derivati diversi cerimoniali come le feste di Dioniso, i saturnali e i lupercali dell’antica Roma che cadevano nella stessa stagione dell’odierno carnevale.

maschere di carnevale raffiguranti il sole e la luna

Maschere raffiguranti il Sole e la Luna. Fonte foto: Pixabay

Il Carnevale salentino

A questi riti e tradizioni s’ispira il Carnevale pugliese, come quello salentino le cui origini sono antichissime e affondano proprio nei rituali dionisiaci o dei saturnali. Anche se poi con l’avvento del Cristianesimo molto è andato perso ma certe usanze sono comunque rimaste.

Nel Salento, come nel resto della Puglia, tradizionalmente il periodo di carnevale inizia il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio abate, e coincide con il rito delle “focare” ovvero l’accensione di enormi falò di ramaglie di ulivo in omaggio a S. Antonio Abate in vari punti della città.

Il Carnevale tipico del Salento è quello che si svolge nella località di Gallipoli ed è rappresentato dalla maschera di Lu Titoru (Teodoro).

Teodoro secondo la tradizione era un giovane militare di Gallipoli che ghiotto delle polpette chiese alla madre di preparargli un piatto con questa pietanza, prima dell’inizio del digiuno quaresimale. Richiesta che la madre esaudì ma il figlio, nella foga di mangiarle, si strangolò con una di esse.

Da qui il gruppo mascherato rappresentato dal giovane morto, dalla madre e da un gruppo di comari che piangono (le chiangimorti), che sono ragazzi vestiti da donna. La madre di Titoru è la Caremma, la vedova del carnevale e simbolo della penitenza quaresimale.

lu titoru la maschera tradizionale del carnevale di gallipoli

Una raffigurazione di Lu Titoru. Fonte foto: Pinterest

Il Carnevale di Putignano

Parlando delle varie tradizioni del Carnevale nella mia regione, la Puglia, non posso non menzionare la città di Putignano, il piccolo borgo della Murgia barese famoso per avere il Carnevale più antico d’Europa.

Il carnevale di Putignano ha origine nel 1394 quando uno dei principali ordini monastici-militari quale l’Ordine dei Cavalieri di Malta, che a quei tempi governava in Puglia, decise di trasferire le spoglie di Santo Stefano Protomartire dall’abbazia di Monopoli, dove si trovavano, nella cittadina di Putignano in modo da proteggerle dagli attacchi dei saraceni, frequenti sulla costa pugliese.

All’arrivo delle reliquie i contadini del posto abbandonarono il lavoro nei campi, consistente nel far le “propaggini” alle viti e cioè a interrarne i tralci senza reciderli dalla pianta madre, per seguire la processione e una volta giunti in paese cominciarono a decantare in dialetto versi popolari e a improvvisare canti e balli per la gioia di avere in loco la protezione di un santo. Da qui il primo Carnevale del luogo.

un carro allegorico del carnevale di putignano

Sfilata di carri allegorici a Putignano. Fonte foto: Pixabay

Una caratteristica del Carnevale putignanese è la sua lunga durata, infatti è rinomato per essere il più lungo d’Italia: inizia già verso la fine di dicembre, dal giorno di Santo Stefano, con l’accensione del cero tradizionale in segno di perdono dei peccati e prosegue poi con la Festa delle Propaggini, incentrata sulla recita satirica in dialetto locale messa in scena dai cosiddetti propagginanti, persone che in abiti da contadini e con arnesi da lavoro ripercorrono l’anno appena trascorso recitando i cippon, versi satirici in rima contro politici e personaggi noti della città.

La satira viene così utilizzata a mò di rito propiziatorio affinché la recita in pubblico dei misfatti cittadini possa inaugurare un anno migliore.

Ma è a partire dal 17 gennaio che il Carnevale di Putignano entra nel vivo con i “Giovedì” del Carnevale in cui in un misto di satira e puro divertimento vengono sbeffeggiati diverse categorie di persone di volta in volta. Si parte dai monsignori per arrivare a preti, monache, vedove, donne sposate, scapoli e cornuti.

Si prosegue così con un calendario ricco di eventi fino al Funerale del Carnevale con la sfilata dei carri e il rogo del maiale di cartapesta, simbolo del periodo di eccessi.

A concludere il tutto il martedì grasso, prima che inizi la Quaresima, c’è la Campana dei Maccheroni, una campana realizzata in cartapesta che con i suoi 365 rintocchi, emessi tramite un sistema di amplificazione, segna la fine della festa poco prima della mezzanotte concludendo così abbuffate, spettacoli, balli e musiche.

Una maschera tradizionale del Carnevale di Putignano è quella di Farinella, che prende il nome da una specialità culinaria locale, un antico pasto della tradizione contadina a base di ceci e orzo tostati con l’aggiunta di sale.

la maschera di farinella tra le tradizioni del carnevale in puglia

La maschera di Farinella. Foto dal web

Il Carnevale di Massafra

Un altro tradizionale e rinomato Carnevale della Puglia è quello di Massafra, la cittadina in provincia di Taranto. Considerato tra i più festosi e colorati, consente a cittadini e forestieri di unirsi alla sfilata di carri e maschere.

Il Carnevale di Massafra ha una tradizione plurisecolare che coincide ancora una volta col giorno di Sant’Antonio abate, il 17 gennaio. Giorno in cui massari, contadini e donne di casa conducevano il proprio bestiame e gli animali domestici davanti alla chiesa rupestre di Sant’Antonio abate per la loro benedizione.

Un giorno di festa allietato dalle accensioni dei falò nelle strade, da canti e balli aprendo così le danze ai festeggiamenti del carnevale. Quando questo giungeva alla fine era usanza tra fornai, conciapelli e fiscolai portare in corteo in fastose bare il Carnevale “moribondo”, che veniva chiamato Juann (Giovanni), forse in ricordo di Giovanni Carnevale, animatore nella prima metà dell’Ottocento delle prime manifestazioni massafresi.

il carnevale di massafra tra le tradizioni del carnevale di puglia

Alcuni carri del Carnevale di Massafra. Fonte foto: madeintaranto.org

Il Carnevale di Manfredonia

Concludo questo post dedicato alle tradizioni del Carnevale in Puglia col Carnevale di Manfredonia, in provincia di Foggia, riconosciuto nel 2016 dal MIBACT tra i Carnevali storici d’Italia.

Una caratteristica di questo carnevale è la sfilata delle Meraviglie, una parata dedicata ai più piccoli. Un evento al quale le famiglie del luogo cominciano a prepararsi mesi prima partecipando alla realizzazione dei costumi e dei carri.

Maschera protagonista del carnevale dauno è quella di Ze Pèppe, personaggio proveniente dalla campagna e che rappresenta il Re di Manfredonia, che porta a tutti spensieratezza e buonumore. Celebrato durante l’intero periodo di festa, come nelle migliori tradizioni regionali, verso la fine del Carnevale il Re viene bruciato in un rogo pubblico a indicare la fine del periodo di sregolatezza.

Con quest’articolo devo dire che ho potuto scoprire anch’io le maschere tipiche pugliesi e cercherò in seguito di approfondirne. Tu le conoscevi?

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