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Fotografia

Le fotografie dello scrittore Giovanni Verga a Catania

Giovanni Verga e la sua passione nascosta per la fotografia

Giovanni Verga, celebre per i suoi romanzi e le novelle che raccontano la sua Sicilia, è stato anche un fotografo in un senso inedito e affascinante.

La mostra a lui dedicata in occasione del centenario della sua morte ha rivelato questa sua passione poco conosciuta, che svela un lato inaspettato del grande scrittore e drammaturgo siciliano.

Sebbene la sua fama sia legata principalmente alla letteratura, Verga fu anche un grande appassionato di fotografia. Un’arte che, come la sua scrittura, gli onsentiva di catturare la realtà con una straordinaria attenzione ai dettagli e alla verità cruda della vita quotidiana.

Ma prima di addentrarci in questo lato inedito dello scrittore facciamo un passo indietro nel tempo e ripercorriamo le tappe salienti della sua biografia.

Giovanni Verga, la biografia

Giovanni Verga (Catania 1840 – 1922) nacque in una famiglia siciliana benestante, di origini nobiliari. Fin da giovane si distinse per il suo interesse per la cultura e per la politica.

I suoi studi iniziarono sotto la guida del letterato e patriota Antonino Abate, un lontano parente, per poi proseguire con il canonico Mario Torrisi, che lo avvicinò agli ideali del patriottismo risorgimentale e alle correnti letterarie romantiche.

Le passioni politiche

Nel 1858 Verga s’iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza a Catania (che non frequentò fino alla fine), ma nel frattempo aveva già tentato le sue prime prove di scrittore, come testimonia l’inedito Amore e Patria scritto a 17 anni e dedicato alla rivoluzione americana.

Furono gli anni in cui si lasciò anche travolgere dai fermenti politici, tra cui la spedizione dei Mille che seguì con viva partecipazione arruolandosi nella Guardia nazionale di Catania istituita proprio con l’arrivo di Garibaldi nella città.

ritratto giovanni verga scrittore fotografo

Ritratto di Giovanni Verga a penna e acquarello realizzato da Antonino Gandolfo, collezione Francesco Paolo Frontini. Fonte Wikipedia

L’attività di giornalista

Oltre alla sua carriera letteraria, Giovanni Verga si distinse anche come giornalista. Fondò ben tre giornali, tra cui Roma degli Italiani, contribuendo alla scena culturale e politica dell’epoca.

Nel frattempo cominciava a pubblicare i suoi primi romanzi, come il romanzo storico I carbonari della montagna, uscito nel 1861. Successivamente la rivista fiorentina Nuova Europa pubblicò a puntate il suo romanzo Sulle lagune. Una peccatrice, un racconto ispirato alla condizione di Venezia sotto il dominio austriaco.

Il successo di queste opere portò Giovanni Verga a trasferirsi a Firenze, dove visse dal 1865 al 1871, dopo la morte del padre. Nel 1872 Verga si spostò definitivamente a Milano, dove si avvicinò agli esponenti della Scapigliatura, un movimento letterario che anticipò il Verismo. Fu a Milano che consolidò la sua amicizia con lo scrittore Luigi Capuana, altro grande nome della letteratura siciliana, che si era trasferito nella metropoli lombarda.

Le opere di Giovanni Verga: il realismo fotografico

Nel periodo trascorso a Firenze e nei primi anni a Milano, Giovanni Verga si immerse nella narrativa contemporanea, soprattutto nell’influenza del naturalismo francese. Scrisse romanzi di ambientazione borghese dai quali traspariva una critica alla società elegante, ma anche una profonda e tormentata concezione dell’amore.

Opere come Una peccatrice (1866), Storia di una capinera (1870), Eva (1873), Tigre reale (1875) e Il marito di Elena (1882) ne sono l’esempio mostrandoci un autore in cerca di un linguaggio che rappresenti la realtà così com’è, un po’ come nella fotografia sociale che cattura la realtà nella sua durezza.

Il Verismo

Con il tempo Verga scoprì la sua vera vocazione come scrittore realista, diventando il maggiore esponente del Verismo in Italia.

La sua scrittura iniziò a concentrarsi maggiormente su storie di popolani e contadini, rappresentando la Sicilia e i suoi abitanti con un approccio che ricorda quello di un fotografo che, attraverso le parole, immortala la miseria e le difficoltà della vita quotidiana.

Nel 1881 venne pubblicato I Malavoglia, uno dei romanzi più significativi del Verismo, seguito da Novelle rusticane nel 1883 e Mastro Don Gesualdo nel 1889. Queste opere, che raccontano le storie degli umili e dei vinti, restano tra i maggiori contributi della letteratura italiana, mostrando la lotta per la sopravvivenza e l’impossibilità di sfuggire a un destino segnato dalla miseria.

Nel 1893 Verga tornò definitivamente a Catania, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Pur rimanendo lontano dai riflettori, Verga non smise mai di scrivere pubblicando alcune opere come I ricordi del Capitano D’Arce (1891), Don Candeloro (1894) e Dal tuo al mio (1905). Tuttavia, la sua produzione artistica fu ormai giunta a termine. I suoi eroi, come don Gesualdo e Mazzarò de La roba, sono sempre vittime di un destino ineluttabile, incapaci di sfuggire alla loro tragica sorte.

Nel 1920, a 80 anni, Giovanni Verga fu nominato senatore del Regno d’Italia, un riconoscimento che celebrava il suo ruolo fondamentale nella cultura nazionale. La sua grandezza come artista fu riconosciuta e consolidata nel corso degli anni, culminando nella sua morte, quando il consenso unanime della critica e dei lettori consacrò definitivamente il suo nome tra i grandi della letteratura mondiale.

la casa museo dello scrittore giovanni verga a catania

La Casa-Museo di Giovanni Verga a Catania. Foto Wikimedia Commons

Giovanni Verga fotografo, la mostra siciliana

In occasione del centenario della morte di Giovanni Verga, che ricade quest’anno, è stata inaugurata la mostra La segreta mania – Giovanni Verga fotografo presso il Museo Civico dell’Immaginario Verghiano di Vizzini, in provincia di Catania. L’esposizione è realizzata in collaborazione con la Fondazione 3M.

Un’esposizione inedita, che mette in luce un lato poco conosciuto di Verga: la passione per la fotografia che lui stesso definì una “segreta mania“. Questo amore per la fotografia rimase nascosto per decenni, fino al 1970, quando furono rinvenute alcune lastre di vetro e rullini contenenti le immagini da lui scattate.

una delle fotografie scattate da giovanni verga

Una foto scattata da Giovanni Verga. Fonte Artemagazine

Le fotografie di Giovanni Verga raccontano la sua Sicilia con una doppia anima: urbana e rurale, ma non solo. La mostra presenta anche scatti di paesaggi svizzeri e lombardi. Non mancano ritratti di parenti, amici e figure contadine, come i massari e i fattori che popolano i suoi celebri romanzi.

Le immagini esposte, purtroppo non originali poiché andate perdute, provengono dall’archivio fotografico della Fondazione 3M, che vanta una collezione di oltre 110.000 fotografie storiche. Questo archivio è una delle risorse più preziose per la ricerca e la conservazione della fotografia storica.

La mostra, dove e quando

La segreta mania – Giovanni Verga fotografo, 20 marzo – 18 settembre 2022, Museo Civico Immaginario Verghiano, via Santa Maria dei Greci 12, Vizzini (Catania). Per maggiori informazioni: museicivicivizzini@gmail.com

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