Il Museo Archeologico di Santa Scolastica, a Bari

Il Museo Archeologico di Santa Scolastica, a Bari

La prima domenica di questo settembre 2020 ho colto l’occasione per ritornare a visitare a Bari, nella mia città, il Museo Archeologico di Santa Scolastica usufruendo della visita guidata che per il periodo estivo è stata offerta gratuitamente durante i weekend.

Ne ho così approfittato per tornare, dopo lo scorso anno, in un luogo così ricco di storia ma ancora tutto da scoprire. Il Museo stesso ha avuto varie vicissitudini, tra trasferimenti di sede e chiusure per lavori di scavo e restauro, questi ultimi ancora in atto.

Il Museo Archeologico è collocato nell’ex complesso di Santa Scolastica, a Bari, che comprende il bastione aragonese risalente al XVI secolo e l’antico monastero di Santa Scolastica, riconducibile all’XI secolo.

La struttura è situata sulla punta estrema della città vecchia, davanti ad un gran bel panorama con vista sul mare.  Ad essa si aggiunge anche l’area archeologica di San Pietro, all’esterno del museo.

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L’ingresso del Museo

Santa Scolastica, chi era

Il complesso è dedicato a Santa Scolastica, patrona delle suore benedettine. La santa fu sorella di Benedetto da Norcia e secondo San Gregorio Magno (libro II dei Dialoghi) si consacrò a Dio fin dall’infanzia vivendo sempre vicino al fratello, e fondando un monastero femminile poco distante da Montecassino, a Piumarola (in provincia di Frosinone, nel Lazio).

Un’antica tradizione racconta che le sue reliquie e quelle del fratello fossero state trasportate in Francia, nel monastero di Fleury, ma nel 1950 vennero scoperte a Montecassino.

Da alcune opere di eruditi pugliesi come l’Historia del Monasterio di Santa Scolastica, scritta fra Seicento e Settecento, è emersa una storia della santa ricca di eventi inspiegabili come apparizioni e miracoli.

santa scolastica
Lastra sepolcrale della badessa Adriana Gerumda

Il monastero di Santa Scolastica

Il monastero barese, fiorente fino a tutto il XVIII secolo, fu sede di una delle più importanti comunità religiose femminili della città. Confiscato alle monache dopo l’Unità d’Italia, il convento subì diverse modifiche con lo scoppio della seconda guerra mondiale.

Durante gli anni Settanta del Novecento la struttura fu sottoposta ad un primo intervento di restauro che mise in luce le originarie costruzioni conventuali.

 

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All’interno del bastione

Il Museo Archeologico

Lo storico Museo archeologico della Provincia di Bari fu istituito per la prima volta nel 1875, grazie ad un piccolo nucleo di reperti raccolti dal prof. Nitto De Rossi, e ospitato inizialmente nella sede dell’Istituto Tecnico del capoluogo pugliese.

Poi dal 1890 fino al 2001 il Museo è stato spostato nel Palazzo Ateneo dell’Università di Bari dove la Commissione di Archeologia e Storia Patria s’è adoperata per far crescere il numero di reperti anche mediante donazioni, acquisti e lasciti. Dal 2014 il Museo Archeologico ha sede presso l’antico bastione di Santa Scolastica, nel centro storico cittadino.

 

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Cratere apulo a figure rosse (380-370 a.C.)

Si tratta di uno dei bastioni dell’antica cinta muraria urbana realizzato dagli Aragonesi nei pressi del monastero femminile a scopo difensivo, esso serviva infatti a proteggere la città dagli attacchi via mare.

Qui gli scavi hanno riportato alla luce i resti della chiesa medievale dedicata ai santi Giovanni e Paolo, a suo tempo demolita per lasciare spazio alla postazione militare, e che rappresenta il nucleo più antico del monastero, detentore per questo della storia della città.

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I resti del pavimento della chiesa

Il percorso di visita al Museo Archeologico di Santa Scolastica

Il percorso di visita, all’interno del bastione, lascia intravedere una parte della ricca stratificazione archeologica del complesso, con testimonianze che partono dal villaggio dell’Età del Bronzo (II millennio a.C.) fino all’antica cinta muraria cittadina comprese tracce di domus romane e fortificazioni medievali.

Fra le collezioni del museo vi sono anfore e crateri, ceramiche daune, peucete, apule, messapiche e greche, oltre a sculture in terracotta e in pietra, epigrafi latine e greche, oreficeria varia e oggetti in bronzo.

Tra le sale da visitare vi è anche una ove è presente una teca risalente all’Ottocento con documenti dell’epoca, reperti, pubblicazioni e perfino un registro dei visitatori.

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Epigrafe commemorativa ritrovata mutila in uno dei cortili del monastero durante gli scavi degli anni 70

 

L’area archeologica di San Pietro

Da una porta laterale si può poi accedere all’esterno, all’area archeologica di San Pietro così denominata perché vi sorse in epoca medievale la chiesa di San Pietro Maggiore, più volte ristrutturata per poi essere demolita in seguito ai bombardamenti del secondo conflitto bellico, da anni oggetto di studi e scavi.

Qui ho scoperto, durante la visita guidata, che furono edificati la prima Università della città di Bari – denominata Scuola Regia – grazie a Gioacchino Murat, e il primo Ospedale cittadino che divenne tale nel 1887 da un convento francescano del XV secolo, poi distrutto durante gli anni della guerra.

 

area archeologica san pietro bari
L’area archeologica di San Pietro

In conclusione

È sempre una gran bella esperienza visitare il Museo Archeologico di Santa Scolastica. Rispetto alla prima volta che effettuai la visita, l’anno scorso, in cui ebbi l’impressione di non aver visto molto anche a causa di una mostra in allestimento in quei giorni, stavolta ho potuto visitare un’altra sala: quella multimediale in cui un video racconta com’era la vita nel monastero ai tempi delle suore benedettine.

Non sarebbe male a mio avviso, per una completa promozione e fruizione del museo, se venisse inserita su uno dei percorsi che porta ad esso – come via Venezia – una segnaletica che faccia capire dov’è situato esattamente.

E voi avete avuto modo di visitarlo? Che impressioni vi ha lasciato? Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni!

Il Museo, dov’è

Museo Archeologico di Santa Scolastica, Piazzale Cristoforo Colombo, Bari. Biglietto intero € 5, ridotto € 3. Per ulteriori informazioni inviare una mail a museoarcheologico@cittametropolitana.ba.it oppure visitare la loro pagina  Facebook

Questo articolo ha 8 commenti.

  1. Katja

    Maria, sono contenta che tu abbia iniziato a parlare della tua città! Se continui, ti seguo ancora con più piacere.

    Io mi sono persa dietro i reparti archeologici relativi alla Magna Grecia: è un argomento che vorrei approfondire perché anche Crotone ne è piena (te l’avevo detto che ho origini calabresi?). Spero di poter visitare un giorno Bari.

    1. Maria Curci

      Mi fa piacere Katja! A dir la verità ho un progetto in cantiere su Bari, vediamo cosa ne esce fuori.
      Ah, si? Ho letto in effetti che in passato con i tuoi andavate spesso in Calabria e avevo pertanto intuito che dovevi avere origini calabresi!
      Mi farebbe tantissimo piacere se tu riuscissi a venire a Bari, dai dai dai! 🙂

  2. sandra

    Amo molto questo genere di museo. Non conoscevo questo nello specifico ma se verremo a Bari non ce lo perderemo di certo!

    1. Maria Curci

      Certo, se venite a Bari una tappa al Museo Archeologico ve la consiglio anche per la location!

  3. MARTINA BRESSAN

    Mi piacciono molto i musei archeologici, pensa che da piccola volevo fare l’archeologa!
    Mi spiace che questo museo non sia ben valorizzato è un peccato… magari come dici tu, attendiamo che finiscano i lavori di restauro.
    In ogni caso se passo per Bari, questa sarà una tappa che vorrò assolutamente fare.
    Il costo del biglietto non mi sembra esoso..

    1. Maria Curci

      Ciao Martina! Beh, quello dell’archeologo in effetti è uno dei lavori più interessanti che si possono voler fare da piccoli (ma anche da grandi tutto sommato)!
      Si il Museo è un piccolo gioiello che, a mio parere, dovrebbe essere meglio valorizzato. E poi si, il costo è accessibile (se si è poi studenti o docenti delle facoltà di architettura, beni culturali, lettere e filosofia con indirizzo archeologico o storico-artistico, o se si ha meno di 25 anni, si può usufruire del prezzo ridotto).

  4. anna

    Ma sai che non ci sono mai stata? Ho vissuto 10 anni a Bari ed ora vivo a circa un’ora di strada. E a dire il vero non sapevo neanche cosa esponesse. E’ stato davvero interessante scoprirlo, Grazie!

    1. Maria Curci

      Ma dai! Allora dovremmo trovare l’occasione di incontrarci! Beh, il museo di Santa Scolastica l’ho scoperto anch’io solo di recente e mi sa che ora stanno per inaugurare nuove sale, per cui ci saranno ulteriori pezzi di storia e arte pregiata da scoprire!

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