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Il Museo Archeologico di Santa Scolastica, a Bari

Settembre è solitamente il mese delle ripartenze e qui sul blog riparto ancora una volta dal Museo Archeologico di Santa Scolastica, a Bari. Un luogo ricco di storia che racconta le origini della città, oltre 4000 anni fa, in una zona dove si sono succeduti vari popoli arrivati dal mare nel corso dei secoli.

La struttura è stata finora al centro di ristrutturazioni, scavi e trasformazioni, in particolare per ciò che concerne le sue sedi, ma finalmente sembra essere giunta in quella definitiva.

Il Museo Archeologico di Santa Scolastica, le origini

Il Museo Archeologico fu istituito per la prima volta nel 1875, grazie ad un piccolo nucleo di reperti raccolti dal prof. Nitto De Rossi, e ospitato inizialmente nella sede dell’Istituto Tecnico del capoluogo pugliese.

Poi dal 1890 fino al 2001 è stato spostato nel Palazzo Ateneo dell’Università di Bari dove la Commissione di Archeologia e Storia Patria s’è adoperata per far crescere il numero di reperti anche mediante donazioni, acquisti e lasciti. Dal 2014 il Museo Archeologico ha avuto sede presso l’antico bastione di Santa Scolastica, nel centro storico.

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L’ingresso del Museo Archeologico di Santa Scolastica, su Via Venezia. Photo credit Art and Cult Blog

Via Venezia, la Muraglia di Bari

Ora al museo vi si accede da Via Venezia, dopo essere stato fino a qualche mese fa raggiungibile da Piazzale Cristoforo Colombo, sempre nella parte antica della città.

Via Venezia è una stradina molto apprezzata della zona vecchia di Bari, comincia subito dopo la piazza principale dalla quale si accede al borgo antico – Piazza del Ferrarese – e si snoda su una cinta muraria che noi baresi chiamiamo La Muraglia.

Passeggiarci è un tale giovamento dato il panorama di cui si può godere tra abitazioni tipiche, con porte che sembrano quelle delle fiabe per quanto sono piccole e balconcini fioriti, localini presso cui fermarsi a degustare specialità tipiche, panchine sulle quali sedersi per godere della brezza marina proveniente dal lungomare di fronte, siti culturali di rilievo come la terrazza del Fortino di sant’Antonio, una torre difensiva risalente con ogni probabilità al 300, la Basilica di San Nicola di cui si può cogliere una parte laterale e, ora, anche il Museo Archeologico di Santa Scolastica.

Al Museo ci si arriva percorrendo la Muraglia fino alla sua parte finale da cui poi si può accedere, tramite una scaletta, alla zona che costeggia il lungomare Imperatore Augusto.

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L’inizio della Muraglia. Photo credit Art and Cult Blog

Il Museo Archeologico, ora nuovamente ampliato, è collocato nell’ex complesso di Santa Scolastica, che comprende il bastione aragonese risalente al XVI secolo e l’antico monastero dedicato a questa santa, riconducibile all’XI secolo.

L’area archeologica di San Pietro

A tutto ciò si aggiunge anche l’area archeologica di San Pietro, presente all’esterno. L’area archeologica è denominata “di San Pietro” perché vi sorse in epoca medievale la chiesa di San Pietro Maggiore, più volte ristrutturata per poi essere demolita in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, da anni oggetto di studi e scavi.

In quest’area furono edificati la prima Università della città di Bari – denominata Scuola Regia – grazie a Gioacchino Murat, e il primo Ospedale cittadino che divenne tale nel 1887 da un convento francescano del XV secolo, poi distrutto durante gli anni della guerra.

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L’area archeologica di San Pietro, all’esterno del Museo. Photo credit Art and Cult Blog

Il complesso di Santa Scolastica, a Bari

Il complesso in cui si trova il museo è dedicato a Santa Scolastica, patrona delle suore benedettine e sorella di Benedetto da Norcia. Da alcune opere di eruditi pugliesi come l’Historia del Monasterio di Santa Scolastica, scritta fra Seicento e Settecento, sono emerse storie della santa ricca di eventi inspiegabili come apparizioni e miracoli.

Il monastero, fiorente fino a tutto il XVIII secolo, è stato sede di una delle più importanti comunità religiose femminili della città: quella delle Benedettine Negre, devote di Santa Scolastica, che lo fecero realizzare sfruttando strutture monastiche già esistenti per sfuggire alla dominazione normanna.

Il bastione aragonese invece, risalente al 500, è uno dei bastioni dell’antica cinta muraria di Bari fatto realizzare dalla duchessa Bona Sforza nei pressi del monastero femminile a scopo difensivo per via degli attacchi via mare.

All’interno gli scavi hanno portato alla luce i resti di una chiesa dell’XI secolo, probabilmente dedicata ai santi Giovanni e Paolo citata in vari documenti medievali.

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I resti della chiesa. Photo credit Art and Cult Blog

Il percorso di visita al Museo Archeologico di Santa Scolastica

Il percorso di visita nel Museo si divide su due piani. Una volta varcato l’ingresso si può osservare, a sinistra, l’insegna commemorativa del museo, realizzata in cristallo con cornice in noce intagliata e decorata in stile Liberty (se vuoi scoprire le caratteristiche e le origini dello Stile Liberty ne ho scritto qui).

Raffigurati nei due medaglioni centrali vi sono Umberto I e la regina Margherita mentre in quelli laterali sono presenti i tratti dei benemeriti promotori del museo. L’opera fu realizzata dai baresi Raffaele e Francesco Laricchiuta su sollecitazione della Commissione reale in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1900.

Vi è anche, accanto alla sezione dedicata alla Puglia antica, un ritratto di Michele Mirenghi, cultore di numismatica a cui fu affidata l’organizzazione del museo.

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Ceramica canosina a decorazione policroma e plastica (III sec., a.C.). Photo credit Art and Cult Blog

Le sezioni del piano terra

Al piano terra vi sono le sezioni dedicate alla storia archeologica della città:

–  “Iapigi e Greci nella Puglia antica” con un’importante selezione di ceramiche risalenti all’antica Peucezia, come veniva chiamata la Terra di Bari (VI e III secolo a.C.), e di ceramiche greche.

– “Archeologia di Bari e bastione” che contiene le lastre sepolcrali commemorative delle monache – come quella della badessa Adriana Gerumda, tra le reggenti del monastero – ed epigrafi di età romana provenienti da vari siti di Bari, oltre ai resti del villaggio risalente all’Età del Ferro e quello dell’Età del Bronzo.

Lastra sepolcrale della badessa Adriana Gerumda. Photo credit Art and Cult Blog

– Compare anche la sezione medievale denominata “Vita nel Monastero” dove vi è il “pozzo immondezzaio”, un pozzo che se inizialmente servì per l’approvviggionamento d’acqua nel monastero (XII e XIII sec.) in seguito fu utilizzato per lo smaltimento dei rifiuti, per questo “immondezzaio”. Tra i pezzi pregiati anche un catino poliansato rivestito di vetrina e decorato con motivi di pesci e uccelli. 

Oggetti dei riti neolitici ritrovati in grotte e spazi sacri (6000-4000 a.C.). Photo credit Art and Cult Blog

Il primo piano

Al primo piano le sezioni dedicate all’Età del Rame e a quella del Neolitico, con tanto di resti di un uomo risalenti a 6500 anni fa.

Vi è anche la parte dedicata alle “Antiche genti di Puglia: i Peucezi” dove si può ammirare oreficeria varia tra cui un pendaglio in oro con raffigurato un leprotto in corsa risalente al VI sec. a.C.

Stautetta in bronzo raffigurante Apollo (prima metà del V sec. a.C.). Terrecotte raffiguranti Afrodite ed Eros (fine IV – III sec. a.C.). Photo credit Art and Cult Blog

La Chiesa di Santa Scolastica, a Bari

In ultimo ho anche scoperto che fuori dal museo, vicino all’ingresso, è situata la chiesa di Santa Scolastica al Porto, una delle chiese più antiche di Bari fatta realizzare dalle Benedettine Negre su una precedente chiesa dell’VIII secolo, separata dal convento da un muro.

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Photo credit Art and Cult Blog

La chiesa si presenta all’esterno con un portale in stile barocco, frutto dei lavori di restauro di fine 600 voluti dall’arcivescovo Michele d’Althan, sormontato da una statua di San Benedetto con, ai lati, due angeli.

Non mi è stato possibile purtroppo visitarla all’interno perché era chiusa ma spero di averne l’occasione avendo letto che custodisce un grande crocifisso in legno risalente al 400, oltre a dipinti seicenteschi e settecenteschi e statue tardo-barocche.

Il Museo Archeologico di Santa Scolastica, dov’è

Museo Archeologico di Santa Scolastica, Via Venezia 73, Bari. Per ulteriori informazioni e prenotazioni: museoarcheologico@cittametropolitana.ba.it oppure visitare questo sito.

Questo articolo ha 8 commenti.

  1. Katja

    Maria, sono contenta che tu abbia iniziato a parlare della tua città! Se continui, ti seguo ancora con più piacere.

    Io mi sono persa dietro i reparti archeologici relativi alla Magna Grecia: è un argomento che vorrei approfondire perché anche Crotone ne è piena (te l’avevo detto che ho origini calabresi?). Spero di poter visitare un giorno Bari.

    1. Maria Curci

      Mi fa piacere Katja! A dir la verità ho un progetto in cantiere su Bari, vediamo cosa ne esce fuori.
      Ah, si? Ho letto in effetti che in passato con i tuoi andavate spesso in Calabria e avevo pertanto intuito che dovevi avere origini calabresi!
      Mi farebbe tantissimo piacere se tu riuscissi a venire a Bari, dai dai dai! 🙂

  2. sandra

    Amo molto questo genere di museo. Non conoscevo questo nello specifico ma se verremo a Bari non ce lo perderemo di certo!

    1. Maria Curci

      Certo, se venite a Bari una tappa al Museo Archeologico ve la consiglio anche per la location!

  3. MARTINA BRESSAN

    Mi piacciono molto i musei archeologici, pensa che da piccola volevo fare l’archeologa!
    Mi spiace che questo museo non sia ben valorizzato è un peccato… magari come dici tu, attendiamo che finiscano i lavori di restauro.
    In ogni caso se passo per Bari, questa sarà una tappa che vorrò assolutamente fare.
    Il costo del biglietto non mi sembra esoso..

    1. Maria Curci

      Ciao Martina! Beh, quello dell’archeologo in effetti è uno dei lavori più interessanti che si possono voler fare da piccoli (ma anche da grandi tutto sommato)!
      Si il Museo è un piccolo gioiello che, a mio parere, dovrebbe essere meglio valorizzato. E poi si, il costo è accessibile (se si è poi studenti o docenti delle facoltà di architettura, beni culturali, lettere e filosofia con indirizzo archeologico o storico-artistico, o se si ha meno di 25 anni, si può usufruire del prezzo ridotto).

  4. anna

    Ma sai che non ci sono mai stata? Ho vissuto 10 anni a Bari ed ora vivo a circa un’ora di strada. E a dire il vero non sapevo neanche cosa esponesse. E’ stato davvero interessante scoprirlo, Grazie!

    1. Maria Curci

      Ma dai! Allora dovremmo trovare l’occasione di incontrarci! Beh, il museo di Santa Scolastica l’ho scoperto anch’io solo di recente e mi sa che ora stanno per inaugurare nuove sale, per cui ci saranno ulteriori pezzi di storia e arte pregiata da scoprire!

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