Tra i numerosi palazzi storici presenti a Bari non mancano quelli di epoca fascista, costruiti durante gli anni Venti e Trenta del Novecento.
Edifici che hanno sicuramente un loro fascino, anche se collegati ad un periodo che è stato uno dei più brutti della storia, in Italia così come in Europa.
Ma prima di addentrarci nella scoperta di questi palazzi vediamo quali sono le caratteristiche principali dell’architettura fascista, che hanno influenzato profondamente il panorama architettonico delle varie città.
Le caratteristiche dell’architettura fascista: tra razionalismo e classicismo
L’architettura di epoca fascista si ispirava a diverse correnti artistiche e stilistiche: se da un lato richiamava l’Art Déco, dall’altro si rifaceva al Classicismo e all’architettura dell’antica Roma.
Le correnti principali che guidarono gli architetti del periodo furono due: il razionalismo italiano e il classicismo neo-romano.
Il razionalismo italiano, nato negli anni Venti-Trenta, si sviluppò parallelamente al Movimento Moderno, che si delineò a livello internazionale. A ispirare questo movimento, oltre all’architettura dell’antica Roma, anche quella rinascimentale e di stampo illuminista.
Il classicismo neo-romano invece s’ispirava al classicismo tradizionale del Settecento. Anche qui alla base di questo movimento ci sono l’esaltazione dell’arte e dell’architettura antica, in particolare di quella greca e romana. (fonte: unionearchitetti.com).
Uno stile emblematico dell’architettura del periodo fu lo Stile Littorio che, nato in Italia a partire dagli anni Trenta, aveva come obiettivo quello di esprimere la grandezza del regime di Mussolini attraverso un tipo di architettura monumentale, semplice e ultra razionale.

L’ingresso principale dell’ex Palazzo delle Poste di Bari. Photo credit Art and Cult Blog
I palazzi fascisti di Bari
Dopo aver approfondito le caratteristiche dell’architettura fascista, è arrivato il momento di scoprire quali sono i palazzi che riflettono questo stile a Bari.
Sebbene ce ne siano molti, in questo articolo ti faccio conoscere alcuni dei principali palazzi che si trovano nel centro cittadino. Partiamo!
L’ex Palazzo delle Poste
Iniziamo il nostro tour alla scoperta dei palazzi di epoca fascista a Bari con l’ex Palazzo delle Poste e Telecomunicazioni, situato tra Piazza Cesare Battisti e Via Nicolai, a pochi passi dall’Università di Bari, di cui oggi fa parte.
L’edificio, che sorge nel quartiere Murat, fu realizzato dall’architetto romano Roberto Narducci tra il 1931 e il 1934.
Dotato di un ingresso principale che richiama la maestosità dei templi greci: un portico con quattro imponenti colonne e una grande scala sormontata da una cupola in vetro e cemento.
Il Palazzo delle Poste rientrava nel vasto programma di rinnovamento edilizio promosso dal Ministero delle Comunicazioni tra il 1931 e il 1934, e ha ospitato per anni gli uffici postali e telegrafici della città.

La Chiesa di San Ferdinando. Photo credit Art and Cult Blog
La Chiesa di San Ferdinando
Un altro notevole esempio di architettura fascista a Bari si trova lungo la centralissima Via Sparano, la via più famosa della città nota anche come “via dello shopping”.
Si tratta della Chiesa di San Ferdinando, una struttura che seppur originariamente costruita nella metà dell’Ottocento durante il Regno delle Due Sicilie, subì una trasformazione radicale negli anni del fascismo.
La chiesa, inizialmente in stile neoclassico, fu voluta dall’arcivescovo Michele Basilio Clary che chiese al re Ferdinando II di costruirla per sostituire una piccola cappella, che riusciva ad accogliere giusto una ventina di fedeli.
Durante il regime fascista l’architetto Saverio Dioguardi, già autore di altri importanti edifici dell’epoca a Bari, intraprese una profonda ristrutturazione che modificò l’aspetto iniziale della chiesa, adattandola ai canoni dell’architettura monumentale e razionale tipici del periodo fascista.

Alcuni dettagli della Casa del Mutilato di Bari. Photo credit Art and Cult Blog
La Casa del Mutilato
A pochi passi dal Castello Svevo e nelle vicinanze di Piazza Massari, si trovano numerosi edifici che risalgono all’epoca fascista. Tra questi, dirigendoti verso Largo Fraccacreta, nei pressi del Lungomare Vittorio Veneto, spicca la Casa del Mutilato, un altro degli storici palazzi fascisti di Bari.
Progettata nel 1925 dall’architetto barese Pietro Favia, la Casa del Mutilato fu realizzata tra il 1935 e il 1940. Con una pianta a triangolo isoscele, l’edificio è stato la sede locale dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra.
Dopo essere stato abbandonato per decenni, il palazzo è stato sottoposto a un accurato restauro e riaperto finalmente nel 2015.

Il Palazzo delle Finanze di Bari. Photo credit Art and Cult Blog
Il Palazzo delle finanze
Rimanendo nei pressi di Piazza Massari, dove si trovano i giardini Isabella d’Aragona, ci si imbatte in una serie di edifici che rispecchiano chiaramente l’architettura fascista a Bari. Tra questi, uno dei più imponenti è senza dubbio il Palazzo delle Finanze, costruito negli anni Trenta.
Questo palazzo ha un maestoso colonnato che ne domina la facciata, mentre sopra di esso svettano delle statue allegoriche in bronzo, un chiaro riflesso della grandiosità che il regime fascista cercava di trasmettere attraverso le sue opere architettoniche.

L’Albergo delle Nazioni a Bari. Photo credit Art and Cult Blog
Il Lungomare
Se c’incamminiamo verso il Teatro Margherita, ci si imbatte in uno dei tratti di lungomare più conosciuti di Bari, una zona che fu sviluppata sempre tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso.
Questo tratto di lungomare è celebre non solo per la vista panoramica, ma anche per i numerosi palazzi fascisti che vi sorgono, testimoni di un’epoca che ha segnato profondamente l’urbanistica della città.

La Caserma Bergia. Photo credit Art and Cult Blog
L’Albergo delle Nazioni
Tra gli edifici che arricchiscono il lungomare barese spicca lo storico Albergo delle Nazioni, inaugurato il 31 agosto del 1935. Progettato dall’architetto Alberto Calza Bini, l’albergo è caratterizzato da arredi interni firmati dall’artista futurista bulgaro Nicolaj Djulgherov.
La struttura fu usata come sede degli Alleati durante la guerra e dopo come set cinematografico: il celebre film con Alberto Sordi e Monica Vitti “Polvere di stelle” del 1973 ebbe tra le varie location proprio l’Albergo delle Nazioni.
Dopo un periodo controverso, nel quale fu adibito a usi diversi da quelli originari, l’edificio è stato restaurato negli anni Duemila e ha recuperato i suoi fasti, tanto da essere rinomato come l’unico hotel 5 stelle di Bari.

il Palazzo dell’Aeronautica. Photo credit Art and Cult Blog
Gli altri palazzi di epoca fascista a Bari
Poco dopo il Grande Albergo delle Nazioni, si trovano altri edifici realizzati durante il regime fascista, tra questi:
- il Palazzo della Provincia con il suo orologio svettante, opera del già citato architetto della Chiesa di San Ferdinando: Saverio Dioguardi, autore anche del palazzo dell’Aeronautica Militare (1935) nonché sede del comando della terza regione aerea, che ebbe tra i vari ospiti anche l’attrice Marlene Dietrich,
- il palazzo del Provveditorato alle Opere Pubbliche, del 1934, conosciuto come il Palazzo della Regione,
- e infine la Caserma dei Carabinieri Chiaffredo Bergia, il più grande e possente degli edifici fascisti presenti a Bari. Gli atti eroici compiuti dai militari di questa caserma furono numerosi: su tutti si ricorda l’ardua resistenza opposta dalla caserma contro le truppe naziste dopo l’armistizio.


4 COMMENTS
Katia
9 mesi agoMaria, non sai da quanto tempo ho in mente un post dedicato all’architettura razionalista a Trento: avevo approfondito l’argomento quando lavoravo a Bolzano ma il progetto è ancora in sospeso.
Nonostante il Ventennio sia un periodo storico buio, c’è stato un gran cambiamento a livello urbanistico da non poco.
Sai che non sapevo che Marlene Dietrich fosse stata ospitata al Palazzo dell’Aeronautica ma soprattutto che fosse stata a Bari?
Maria
9 mesi ago AUTHORSi, in effetti si tende a sminuire l’architettura di quel periodo a causa del regime fascista ma bisognerebbe andare oltre e vedere le cose in modo più obiettivo perché sono edifici che meritano attenzione.
Di Marlene Dietrich a Bari non ne sapevo niente neanch’io! L’ho scoperto scrivendo l’articolo 🙂
Thomas Simpson
2 mesi agoComplimenti del blog! Vorrei sapere se è possibile trovare delle foto ravvicinate delle sculture allegoriche che adornano la facciata del Palazzo delle Finanze. Siccome sono situate così in alto, é virtualmente impossibile fotografarle.
Maria
2 mesi ago AUTHORGrazie per l’apprezzamento! Provi a fare una ricerca online, qualcosa potrebbe trovare.