Negli articoli precedenti ti ho spesso raccontato Bari attraverso il suo centro storico e i musei più conosciuti. Oggi invece voglio portarti alla scoperta di un luogo meno noto ma altrettanto interessante: il Museo di Scienze della Terra di Bari, uno spazio dedicato alla geologia e alla storia naturale che si trova all’interno del Campus dell’Università di Bari.
Ammetto che fino a poco tempo fa non ne conoscevo l’esistenza. L’ho scoperto quasi per caso, cercando online musei poco esplorati della mia città! Da quella ricerca è emerso questo museo, che ho deciso di visitare di recente e che si è rivelato una tappa sorprendente per chi ama la natura, le scienze e vuole scoprire il patrimonio del territorio pugliese.
La visita è stata piacevole e istruttiva: tra collezioni di minerali, fossili e reperti geologici, il museo offre un punto di vista affascinante sulla formazione della Terra e sulla ricchezza del paesaggio della Puglia.

Cosa visitare nel Museo di Scienze della Terra di Bari
Il Museo di Scienze della Terra, ospitato all’interno del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università degli Studi di Bari, è articolato in due sezioni principali: la sezione geopaleontologica e la sezione mineralogica. Entrambe raccontano, attraverso reperti e strumenti di ricerca, la storia geologica del nostro pianeta e del territorio pugliese.
La sezione geopaleontologica
È la prima che si incontra durante la visita e, personalmente, l’ho trovata la più affascinante. Qui si ripercorre un viaggio nel tempo che riporta alle ere più antiche della Terra, fino all’epoca dei dinosauri.
L’obiettivo di questa sezione è documentare l’evoluzione del pianeta, dalla sua formazione fino alla comparsa dell’uomo, con un’attenzione particolare alle testimonianze rinvenute in Puglia.
Tra i reperti esposti si trovano fossili, rocce e strumenti storici utilizzati nel corso del tempo per gli studi di paleontologia, mineralogia e geofisica.
Sono oggetti che raccontano non solo la storia naturale, ma anche il lavoro dei ricercatori per effettuare studi e ricerche sul campo.

Le collezioni della sezione geopaleontologica
Le collezioni del Museo di Scienze della Terra di Bari sono numerose e comprendono fossili, rocce e minerali provenienti da diverse aree della Puglia, ma vi sono anche ricche collezioni di fossili di invertebrati e vertebrati.
Tra i reperti più notevoli spiccano i resti fossili di un Bos primigenius Bojanus, conosciuto anche come uro: un antico bovino selvatico considerato l’antenato dei moderni bovini domestici. Comparso milioni di anni fa in India, si diffuse poi in Europa, Asia e Africa settentrionale, lasciando tracce perfino in graffiti rupestri.
I resti di questo esemplare, oggi esposti nel museo, furono rinvenuti nel 1989 nei pressi di Lamalunga, in provincia di Bari, a circa cinque metri di profondità.
Un altro reperto di grande valore scientifico è lo scheletro di una balenottera del Pleistocene inferiore, lunga 11 metri, scoperta il 27 luglio 1968 a nord di Bari, nella zona della Lama Lamasinata.
Secondo gli studi condotti si tratta di uno dei fossili di cetacei pleistocenici meglio conservati al mondo, un ritrovamento che contribuisce a comprendere la distribuzione delle balene nel Mediterraneo e su scala globale.
Completano la collezione diverse rocce sedimentarie tra cui il calcare di Altamura, il più antico calcare formatosi nell’Era Mesozoica in un mare caldo e poco profondo.
In quel periodo prosperavano organismi di scogliera come le Rudiste, molluschi che con i loro gusci calcarei crearono imponenti barriere coralline, testimonianza della ricca biodiversità di un antico ambiente tropicale.

La sezione mineralogica
La sezione mineralogica del Museo di Scienze della Terra di Bari si trova nella sala adiacente a quella geopaleontologica e accoglie il visitatore con una piccola esposizione introduttiva di minerali.
Tale esposizione è accompagnata da citazioni di scrittori o artisti come Jules Verne e Yves Klein, a sottolineare il legame tra scienza e arte.
All’interno della sala è possibile ammirare numerose collezioni di rocce sedimentarie, magmatiche e metamorfiche, insieme a importanti raccolte mineralogiche di rilievo nazionale.
Tra queste spicca la collezione del professor Carlo Lorenzo Garavelli, considerata una delle più significative del panorama mineralogico italiano per il suo valore scientifico e la varietà dei campioni.
La collezione Garavelli comprende 1.125 campioni di minerali, di cui 1.005 esposti nelle vetrine, 49 conservati in cassettiere in legno e 71 custoditi in cassettiere metalliche, a testimonianza della cura e della sistematicità del lavoro di ricerca svolto.
Il museo conserva anche altre raccolte di grande interesse, come la collezione di minerali di Alberto Pelloux, tra le più prestigiose in Italia, e la collezione Francesco Belli, risalente alla metà dell’Ottocento.
Quest’ultima è una rarissima selezione di marmi dell’antica Roma, composta da 578 campioni provenienti dai territori dell’Impero Romano e dalle regioni del bacino del Mediterraneo.

Ulteriori informazioni sul Museo di Scienze della Terra di Bari
Il Museo di Scienze della Terra è a ingresso gratuito e si trova in via Orabona 4, all’interno del Campus dell’Università degli Studi di Bari. Il museo è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 13:00.
Per raggiungerlo comodamente dalla stazione centrale di Bari è possibile prendere la linea di bus Amtab n. 21, che ferma nelle immediate vicinanze del campus universitario.
Per ulteriori informazioni, o dettagli sulla visita, puoi visitare il sito del museo o scrivere una mail a museo.scienzeterra@uniba.it.



Leave a Comment