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Il Palazzo della Provincia di Bari e la Pinacoteca Giaquinto

Tra i tanti palazzi storici presenti nella mia città (in questo post puoi conoscere quelli in stile Liberty) ve n’è uno che ho avuto modo di scoprire meglio solo di recente.

Si tratta del Palazzo della Provincia di Bari dove nonostante ci sia andata un bel po’ di volte per visitare la Pinacoteca, ospitata all’interno, non avevo ancora avuto modo di conoscerlo per bene se non di sfuggita.

Il Palazzo della Provincia, ora diventato sede della Città Metropolitana di Bari, rientra nella lista dei palazzi storici del capoluogo. Lista che ho intenzione di mantenere aggiornata, quindi se l’argomento t’incuriosisce ti consiglio di seguirmi perché sicuramente ne includerò altri.

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Photo credit Art and Cult Blog

Il Palazzo della Provincia di Bari

Il Palazzo della Provincia, situato sul lungomare Nazario Sauro e nelle vicinanze della sede RAI locale, rientrava nel piano di opere pubbliche varato nel 1924.

La sua costruzione risale al primo trentennio del Novecento (1932-1935) quando fu progettato dall’ingegnere Luigi Baffa e, in seguito, da Vincenzo Chiaia che succedette al Baffa dopo la morte di quest’ultimo in un incidente stradale. Realizzato con il coordinamento di alcuni dei migliori architetti, artigiani e progettisti pugliesi del tempo, tra cui l’architetto Saverio Dioguardi.

L’elemento distintivo del Palazzo è l’imponente torre detta Torre dell’Orologio, alta 63 metri e visibile anche da lontano mentre si passeggia sul lungomare.

L’edificio si presenta come un quadrilatero ed è in stile eclettico – tipico dei palazzi costruiti durante il ventennio fascista – con facciate realizzate in pietra di Trani e mattoni rossi, e finestre a croce guelfa.

Vi si accede generalmente dalla parte centrale della struttura, laddove si erge la scritta “Provincia”, ma da quando è scattata la pandemia si entra dalla zona laterale, su via Spalato.

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La facciata centraledel palazzo. Photo credit Art and Cult Blog

Le sale del Palazzo della Provincia

Una volta dentro ci si trova immersi nell’atrio dove a distinguersi è la Sala del colonnato, un ampio porticato con arcate rette da colonne in granito e sovrastate da un elegante soffitto a cassettoni, mentre il pavimento è abbellito da diversi tipi di marmo che tendono a formare motivi geometrici.

A rendere più maestoso il tutto due gigantesche sculture che rappresentano due dei mestieri ancestrali che hanno favorito lo sviluppo della comunità locale: l’agricoltore e il marinaio.

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La statua dell’agricoltore. Photo credit Art and Cult Blog

Per accedere ai vari e sfarzosi piani si può prendere un moderno ascensore (attualmente si prende dall’esterno) oppure si può usufruire delle scale, quelle dell’immenso scalone d’onore.

Da qui si può godere di una bellissima visione tra il bianco granitico dei marmi, le vetrate istoriate e le coppie di lampade simil fiaccole.

Arrivati al secondo piano vi si trova, tra le varie stanze d’ufficio, la scenografica Sala Consiliare arricchita da un soffitto ligneo a cassettoni con un dipinto centrale che richiama la musica (originariamente la sala doveva servire per accogliere anche spettacoli musicali) e uno stupendo lampadario.

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Sala Consiliare. Photo credit ACB

Usciti dalla Sala Consiliare l’altra degna di nota è la Sala della Giunta, che un tempo era una biblioteca come testimoniano gli scaffali pieni di libri che ricoprono i muri.

Al centro un lungo tavolo illuminato da un altro appariscente lampadario, in ferro battuto, mentre alle pareti si colgono i dipinti raffiguranti i volti dei presidenti di Provincia che si sono succeduti dal 1861 fino al 2009, tra questi figura l’unica donna: Maria Miccolis, presidente dal 1982 al 1984.

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Sala della Giunta. Photo credit Art and Cult Blog

Mi è mancato l’elemento clou: poter visitare la Torre dell’Orologio alla quale si arriva tramite un tradizionale ascensore degli anni Trenta, peccato però non fosse perfettamente funzionante. Di sicuro l’esperienza sarebbe stata completa immaginando il panorama da lassù!

La Pinacoteca Corrado Giaquinto di Bari

Il Palazzo della Provincia, come accennato inizialmente, ospita uno dei miei luoghi del cuore: la Pinacoteca Corrado Giaquinto, dove non mi stanco mai di ritornarci e rivivere lo stesso senso di stupore della prima volta che ci misi piede.

La Pinacoteca fu istituita il 12 luglio 1928 ed ebbe come sede iniziale quella del Palazzo del Governo, situato nella centralissima zona di Corso Vittorio Emanuele. Successivamente (1936) fu spostata nel Palazzo della Provincia, che da allora è rimasta la sede definitiva.

Il pittore Corrado Giaquinto

La struttura museale è dedicata a Corrado Giaquinto, pittore pugliese nativo di Molfetta vissuto nel Settecento e formatosi artisticamente a Napoli.

Fu operativo in Italia (operò nella Venaria Reale di Torino, a Pisa, Roma, Napoli) ma anche all’estero, in particolare in Spagna dove fu chiamato da Ferdinando VI nel 1753 rimanendovi fino al 1762, lavorando ai castelli reali di Aranjuez e del Buen Retiro presso Madrid e per l’Escorial. Non a caso molte sue opere sono conservate anche al Museo del Prado.

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Ceramiche in esposizione alla Pinacoteca. Photo credit Art and Cult Blog

Cosa vedere alla Pinacoteca Corrado Giaquinto

La Pinacoteca Giaquinto offre una panoramica sull’arte e la cultura pugliese partendo dalla sezione medievale fino ad arrivare a quella contemporanea.

In mezzo naturalmente opere di artisti pugliesi e non, nomi di prestigio come Francesco Netti, Giuseppe de Nittis, Tintoretto, Giorgio Morandi, Giovanni Boldini, Giorgio de Chirico, Filippo De Pisis.

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Photo credit ACB

Le collezioni della Pinacoteca di Bari

Tra le varie collezioni presenti nella Pinacoteca barese spiccano:

  • la pittura pugliese, che copre un arco temporale che dalla fine del XII secolo arriva al XVIII secolo. Tra le testimonianze più rare e preziose le tavole dipinte a tempera che riconducono all’arte bizantina.
  • la pittura veneta con opere risalenti ai secoli XV e XVI e provenienti dalle chiese e i conventi della Terra di Bari
  • la pittura napoletana con i lavori di artisti che si collocano tra Seicento e Settecento
  • la pittura dell’Ottocento e della prima metà del Novecento
  • la collezione Grieco così chiamata dal nome del donatore: l’ingegnere di origine lucana Luigi Grieco che ha donato 50 dipinti con opere di buona parte dei macchiaioli toscani, di alcuni artisti veneti e napoletani dell’Ottocento e alcuni dei grandi artisti del primo Novecento (Pellizza da Volpedo, De Pisis, Morandi, Casorati, ecc.).
le collezioni della pinacoteca di bari
La Sala del 900. Photo credit ACB

Ma oltre ai dipinti il patrimonio museale comprende anche acquerelli, disegni e sculture oltre a manufatti di pregevole ceramica pugliese, tra cui quella di Grottaglie, e statue del presepe di fattura napoletana. Vi è infine una Biblioteca d’arte, la Biblioteca Michele d’Elia.

La Pinacoteca Giaquinto l’ho anche inserita nel percorso nicolaiano: un percorso artistico-culturale nel segno di San Nicola, il santo patrono di Bari, per scoprire la città nel suo cuore pulsante.

Ulteriori informazioni

La Pinacoteca Corrado Giaquinto si trova al quarto piano del Palazzo della Provincia di Bari ed è accessibile da Via Spalato 19. Il biglietto intero ha un costo di 3 euro, mentre quello ridotto costa 0,50 centesimi. Per maggiori informazioni su prenotazioni, orari e prezzi ti consiglio di visitare la sezione apposita del loro sito.

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