Negli anni Novanta Bari non aveva ancora acquisito, a livello turistico, tutto l’appeal attuale. A partire dagli anni Duemila, però, il vento comincia a cambiare e il capoluogo pugliese diventa gradualmente una meta turistica di interesse internazionale.
Un processo al quale contribuiscono diversi fattori a partire dai Giochi del Mediterraneo del 1997, che rappresentano un punto di svolta per la trasformazione della città e per i successivi interventi di riqualificazione urbana.
Agli inizi del Duemila si aggiungono poi nuovi elementi, tra cui lo sviluppo dei collegamenti aerei e la crescente apertura della Puglia ai flussi turistici internazionali.
Eppure, nonostante la crescente visibilità turistica, Bari continua a essere poco percepita come “città d’arte”. Non è raro, infatti, che il capoluogo pugliese rimanga ai margini delle narrazioni dedicate alle principali città d’arte italiane.
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Cosa si intende per “città d’arte”?
Quali sono, concretamente, le caratteristiche che permettono di definire una città d’arte come tale?
Generalmente si parla di “città d’arte” quando l’arte e il patrimonio culturale costituiscono elementi centrali dell’identità di una città, e il turismo culturale rappresenta una componente importante della sua economia.
Tra gli elementi che caratterizzano una città d’arte rientrano quindi:
- una significativa presenza di beni culturali;
- un tessuto urbano che testimonia le diverse epoche storiche e artistiche che si sono succedute nel tempo;
- un patrimonio storico e monumentale ben conservato;
- la capacità di attrarre e accogliere visitatori interessati al turismo culturale.
Puntualizzato questo, viene da chiedersi: Bari risponde a queste caratteristiche?

Bari città d’arte riconosciuta dalla Regione Puglia
La risposta alla domanda è affermativa, perché Bari è stata formalmente riconosciuta come “località turistica e città d’arte” dalla Regione Puglia già nel 2005.
Nella determinazione del Bollettino Ufficiale della Regione Puglia del 1 giugno 2005, relativa all’iscrizione del Comune di Bari nell’elenco regionale dei comuni ad economia prevalentemente turistica e delle città d’arte, vengono infatti indicati gli elementi sulla base dei quali la città può essere annoverata tra le “città d’arte”.
Tra questi figurano:
1. l’insieme di edifici e complessi monumentali, nonché le opere d’arte riconosciute di notevole interesse storico e artistico;
2. la presenza di numerosi musei, aperti al pubblico almeno otto mesi l’anno;
3. l’offerta di servizi culturali, come la Biblioteca Nazionale e l’Archivio di Stato;
4. le numerose attività culturali svolte con il patrocinio della Regione, della Provincia e del Comune.
Dall’esame della documentazione presentata dal Comune, la Regione ha rilevato che erano stati documentati più dei tre requisiti richiesti dal regolamento per il riconoscimento di città d’arte.
Il provvedimento si è concluso pertanto con l’iscrizione di Bari nel registro regionale delle città d’arte e dei comuni ad economia turistica.
Questo riconoscimento è stato poi ricompreso nel nuovo elenco regionale approvato nel 2017, a seguito dell’accertamento dei Comuni già iscritti e della verifica dei requisiti secondo le nuove linee guida regionali.
Il riconoscimento istituzionale, dunque, non lascia dubbi sull’effettiva presenza dei requisiti necessari per considerare Bari una città d’arte.
Ma quali sono, concretamente, gli elementi che compongono questo patrimonio e quanto sono presenti nella narrazione turistica e culturale della città?

Il patrimonio artistico di Bari
La Bari romanica e la Bari medievale
Il Romanico pugliese è una straordinaria fioritura artistica e architettonica sviluppatasi in Puglia tra l’XI e la prima metà del XIII secolo, nata dall’incontro tra la cultura occidentale e le influenze provenienti dall’Oriente.
Bari rappresenta uno dei centri più significativi di questa stagione artistica, come testimoniano alcuni dei suoi principali edifici religiosi.
Qui la diffusione del Romanico si intreccia con un evento destinato a segnare profondamente la storia della città: l’arrivo delle reliquie di San Nicola nel 1087.
La costruzione della Basilica dedicata al santo contribuì a fare di Bari una delle principali mete di pellegrinaggio della cristianità medievale, e rafforzò il ruolo della città nei rapporti tra Oriente e Occidente.
Per conoscere la storia e le caratteristiche artistiche della Basilica, ti consiglio il postblog che le ho dedicato.
Un altro edificio rappresentativo dell’architettura romanica nel capoluogo pugliese è senz’altro la Cattedrale di San Sabino, anch’essa nel cuore di Bari Vecchia.
La sua sobria facciata si distingue per il grande rosone decorato da figure grottesche e animali fantastici. Questo rosone diventa il protagonista principale ogni 21 giugno, quando si celebra il solstizio d’estate. Ne ho raccontato la storia in questo articolo.
Vicino alla Basilica si trova anche la Chiesa di San Gregorio Armeno, di origine bizantina e ulteriore testimonianza dell’epoca medievale: fu edificata sul finire del X secolo. La chiesa, oggi aperta solo in occasioni speciali o per particolari cerimonie, fu l’unica a non essere abbattuta per fare spazio alla Basilica di San Nicola.
Da citare anche l’ex Monastero di Santa Scolastica, oggi sede del Museo Archeologico. Il patrimonio medievale di Bari comprende anche altre importanti testimonianze come il Castello Svevo, legato alla presenza di Federico II e alla storia della città in epoca sveva.

Il patrimonio culturale più recente di Bari
Se quando si pensa a Bari vengono subito in mente la Basilica, Bari Vecchia e il Romanico, va detto che esiste anche una città culturale più recente fatta di musei, teatri e architetture del Novecento.
A cominciare dalla Pinacoteca Corrado Giaquinto, istituita il 12 luglio 1928 allo scopo di accogliere il patrimonio artistico medievale e moderno della Provincia di Bari.
Corrado Giaquinto, a cui la Pinacoteca è stata intestata, fu un pittore settecentesco, originario di Molfetta, piuttosto celebre e le cui opere costituiscono uno dei nuclei più prestigiosi del museo.
Oggi la Pinacoteca Giaquinto custodisce un patrimonio di grande valore che spazia dalle sculture e affreschi medievali alle icone bizantine, fino ai capolavori dei grandi maestri del Rinascimento, del Barocco e dell’Ottocento (tra cui opere di Tintoretto, Giovanni Bellini, De Nittis e dei Macchiaioli).
Non solo musei, ma anche teatri. Come il Teatro Margherita, l’unico teatro in Italia e in Europa ad essere stato costruito su palafitte in cemento armato piantate direttamente sul fondale marino.
Il Margherita si distingue anche per la sua architettura in Stile Liberty, al pari di un altro importante edificio culturale della città: il Teatro Petruzzelli, inaugurato nel febbraio del 1903 e considerato il quarto più grande d’Italia.
Se vuoi scoprire tutti gli altri edifici Liberty di Bari, che nel 2019 è stata premiata come Miglior Città Liberty dell’anno, ti consiglio di leggerti il mio approfondimento in merito.

Perché Bari non è percepita come una città d’arte?
La domanda sorge spontanea visto che Bari, pur essendolo, spesso non viene considerata come una città d’arte.
Questo succede perché è stata a lungo percepita (e promossa) in chiave mercantile, marinara e popolare, più che attraverso il suo patrimonio storico-artistico.
Per cui pur possedendo un’eredità storica e culturale di primo piano, la città sconta alcuni fattori storici e di percezione.
Tra questi fattori c’è innanzitutto la sua vocazione commerciale: essendo una città di mare dalla posizione strategica, grazie al suo porto, è da sempre orientata al commercio e a un flusso continuo di traffici.
A questo si aggiunge il peso che hanno assunto, nel racconto turistico e mediatico del capoluogo pugliese, gli aspetti più folkloristici della sua identità: Bari Vecchia, le orecchiette realizzate dalle signore dei vicoli, il mare, la gastronomia e le tradizioni popolari.
Elementi che contribuiscono certamente al fascino della città, ma che finiscono per relegare in secondo piano la ricchezza del suo patrimonio storico-artistico, compreso quello museale.
Perché la questione centrale, alla fine della fiera, non è stabilire se Bari sia o meno una città d’arte — dal punto di vista istituzionale, come abbiamo già visto, lo è — ma capire quanto questa identità venga effettivamente valorizzata e comunicata.



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